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martedì 6 settembre 2011


MI VA
 

     Si riprenda la Maddalena dell’articolo di sabato-domenica:

     tale articolo non è una confessione privata, è il mio primo manifesto contributo esteso al Corso di questo anno, Il Regime dell’appuntamento.

 

     Ho invitato più volte a fare l’analisi logica dell’espressione “mi va” nella semplicità della sua complessità:

     posto l’andare di un corpo come l’andare di un chi che va in proprio, esercito il giudizio di con-venienza del suo moto con il mio:

     è la formula del consenso, implicante anche i sensi insieme alla motricità, a un appuntamento d’affari:

     basta non essere troppo microcefali quanto alla categoria “affari”, e nel Regime dell’appuntamento non ci sono microaffari:

     e non si tratta di distinguere “affari amorosi” da altri che non lo sono, bensì di chiamare “amore” l’illimitatezza della categoria “affari”, e “sposa” una con cui condivido la medesima illimitatezza.

 

     Non tutti gli appuntamenti sono con la Maddalena, nella loro maggioranza la materia prevalente è politica, economica, intellettuale, tuttavia riconosco il primato di quello con la Maddalena per via della singolarità della differenza sessuale, perché?

 

     C’è Regime sviluppato, o libero, dell’appuntamento quando non c’è conventio ad excludendum [1],  ciò che diversi anni fa chiamavo assenza di obiezione di principio ad alcunché (in assenza della suddetta conventio l’esclusione è autoesclusione, la selezione è autoselezione).

 

     L’indifferenza o l’ostilità a quella differenza in-forma la forma stessa del mio pensiero quanto ad ogni altro excludendum:

     e senza che l’inclusione della differenza debba vedere la comparsa di quel bizzarro “istinto” sessuale che poi è l’astrazione imperativa o superegoica detta “sessual-ità”, che io non ho così come non ho istinto per il mio amato e contingente champagne (propongo questo paragone da vent’anni ma con scarso successo):

     è tutto qui il primato universale riconosciuto da Freud alla differenza sessuale.

 

     Con la Maddalena c’è indissolubilità ed è logicamente-laicamente intelligibile un “sacramento”, a costo che non ne venga celebrato nessuno in mancanza di partner:

     solo uno stupido divorzierebbe da lei:

     in questo caso il “peccato” sarebbe di specie intellettuale:

     lo sono tutti, compreso quello sessuale il primo dei quali è l’esclusione della differenza sessuale dall’intelletto.

 

     Si è cominciato presto con i matronei, i ginecei, gli antroponei (il Simposio platonico), cercando correzione nella ridicola introduzione delle “quote rosa”:

     la Maddalena si rotola dal ridere a pensarsi come la quota rosa della mia vita (tanto varrebbe a luci rosse, per le quali non spasimo).


 

[1] Espressione inventata da Enrico Berlinguer negli anni settanta, designante un’intesa tra parti sociali volta all’esclusione di una parte terza da un’alleanza, ossia dal regime dell’appuntamento.