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Conoscevo un’altra Amy W., morta
suicida a ventisette anni di overdose il 23 luglio 2011:
trent’anni fa lo chiamavo suicidio probabilistico, intendo
quello che riesce dopo n volte che è stata sfiorata
la soglia dell’overdose fin che viene quella “buona”.
La
conoscevo dall’inizio anni ’80 con circa la medesima età, si
chiamava Sara nel senso che si era chiamata Sara da
sé prendendo dalla canzone Sarah oh Sarah di Bob
Dylan moglie di quest’ultimo morta così.
Non
c’è molto altro da dire, a parte le sue stesse dichiarazioni
programmatiche di corteggiare la morte o, come dico io, di
essere innamorata della morte, ciò per rincarare sul senso
dell’innamoramento:
un
“amore”, quello di Amy, “duro e puro”, di una durezza che
non è sfuggita ai suoi conoscenti nonché agli improvvisati
biografi:
la
tossico“dipendenza” c’entra poco, è l’eroina a fare …
l’eroina, il crack a fare … crack.
Non è
neppure sfuggito a molti che si è iscritta in una serie,
Robert Johnson, Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim
Morrison, Kurt Cobain, Jean-Michel Basquiat:
dovrebbero imparare qualcosa - ma non succederà - i
militanti di “La Vita” astratta, un’astrazione non meno dura
e pura, sadica.
Di mio
aggiungo due estensioni inattese:
1°
quella ad Antigone, capofila antico della serie ora
proseguita con Amy W.:
nessuno ha mai saputo resistere ad Antigone, né il
cristianesimo che l’ha quasi beatificata, né Hegel che ha
fatto lo stesso laicamente, né J. Lacan:
come
resistere alla melanconia?, che ha lo slogan antigoneo “non
per odio ma per amore”:
c’è
riuscito solo Freud, distinguendo lutto da melanconia;
2° e
quella a Gesù, ma in che senso?
Diversi anni fa domandavo ad alcuni confratelli di
cattolicesimo se Gesù fosse morto suicida, riscuotendone la
viva quanto ipocrita indignazione, sordi alla mia
precisazione che io non lo sostenevo, bensì che li invitavo
a sapere perché no:
infatti anche lui aveva speso la sua giovane vita in
pochissimi anni, e non poteva che finire così, del resto lo
sapeva e lo aveva anche previsto:
la sua
è stata un’esecuzione probabilistica, più volte avevano
cercato di mettergli le mani addosso fino a quella “buona”:
come
Amy, in un breve intervallo di tempo aveva avuto un grande
successo pubblico e forte di un discorso intellettualmente
audace ed eversivo nei confronti dei discorsi che lo avevano
preceduto:
come
ho già detto, a gridare “crucifige!” c’erano tra i
mandanti Parmenide e Platone, che non potevano tollerare che
egli sostenesse che l’albero si giudica dai frutti e non
dall’albero, cioè che liquidasse insieme alla religione
l’ontologia (coppia perversa).
Come
Amy, la sua carriera era iniziata in sordina precocemente,
ben prima del lancio pubblico:
infatti, se a dodici anni ha potuto presentarsi al Tempio
per fare l’esame di Dottorato, bisogna pure che avesse
iniziato a prepararsi diversi anni prima, diciamo tra i sei
e i sette.
Dunque, perché non è stato un suicidio sia pure
doloroso? (come quello poi esemplare del monaco di Saigon):
ma non
ottengo risposta.
Con
Amy convengo da sempre su No rehab, che significa no
alla generale idea odierna della psicoterapia come
rehabilitation.
Quanto
a me, che sto per farne settanta, che non sono suicida, e ho
un’idea no rehab della cura, ho un distinto “No”:
lo
chiamo “No resurrection”.
Le
discussioni su “Dio” non mi interessano, dico soltanto che
se ci fosse Uno dotato di un simile potere, se mi
promettesse una vita contemplativo-visionaria, o
l’iscrizione ai ruoli militari delle Schiere celesti, o
l’ammassamento nella Candida rosa dantesca cioè un orgasmo
eterno ossia il godimento dell’idiota, non ci andrei
preferendo con i moderni una onesta sepoltura:
e se
Lui avesse da ridire, lo abbandonerei alla solitudine
eterna:
potrei
essere interessato solo a una Città di appuntamenti (non
case di appuntamenti).
Finisco con le Neuroscienze (o meglio con l’odierna
ideologia neuroscientifica), tornando sul Paradiso islamico
delle Urì, che come esempio prendo sul serio:
potrebbero essere solo della bambole elettroniche ben
programmate e con buon design:
le
riconoscerei subito e le getterei giù dalle scale,
ovviamente senza omicidio, al peggio mi si multerebbe per
non avere fatto la raccolta differenziata o per inquinamento
degli spazi condominiali comuni.
Così
ho appena ripreso Think!, anche alludendo al nuovo
Corso di quest’anno dedicato al Regime dell’appuntamento,
che Amy W. non aveva in programma come non lo aveva
Antigone.
P S
Amy
non ha sposato, non avendo questo Regime.
Domani sposerò, per la prima volta. |