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Come
rivoluzionario francese non avrei ghigliottinato Luigi XVI e
Maria Antonietta, né come rivoluzionario bolscevico avrei
giustiziato Nicola II Romanov e la sua famiglia e, non
perché meno rivoluzionario, li avrei tenuti come Galleria,
prima e dopo la loro morte:
naturalmente li avrei voluti reazionari, per tenere vivo il
confronto con il prima senza censura, o riforma.
Dell’Ancien
régime - ma oggi lo chiamo “uomo vecchio”, tanto più
presente in era postrivoluzionaria -, e in particolare della
mia psicopatologia, devo fare una Galleria se voglio
guarire, e visitarla di quando in quando:
la
Galleria sostituisce i fantasmi.
Della
mia psicopatologia fanno parte i “miei vecchi”, come si
dice:
anch’io ho avuto i “miei morti”, e preferisco quelli che non
hanno posto le loro ipoteche di vita sulla mia, cioè che
sono morti davvero:
i
melanconici sono quelli che non muoiono mai nemmeno nella
fossa, e lasciano in me le loro leggi non scritte dette
“degli dei”.
Intendo una galleria di quadri indubbiamente astratti non
realistici, metafisici come ha tentato di esserlo la pittura
metafisica di De Chirico:
saremmo artisti se mettessimo in cornice i quadri (non
ritratti) delle nostre patologie.
Uno
potrebbe anche invitare gli amici a visitarla, facendone il
Cicerone:
con
ciò non farebbe confidenze private, il che sarebbe
dimostrato dal fatto che molti vi si riconoscerebbero, ossia
dall’universalità del quadro.
Avremmo collezioni private aperte a un’Esposizione
universale dell’uomo vecchio e della patologia:
in cui
verrebbero onorate le prodezze degne di miglior causa
dell’atto di pensiero dell’io fuggitivo e compromissorio
degli autori.
P S
E’ ciò
che non sappiamo fare noi psicoanalisti quando esponiamo dei
casi. |