UNIVERSO PER FAVORE

Il mio pezzo di ieri è stato occasione per la mail che ho appena ricevuto da una paziente di lontani tempi:
in essa vengo severamente biasimato per il “mio universo” in quanto “complice” (ma non afferro di che):
la severità si spinge fino alla chiusa “Buon Natale, se ci riesce!”

La colgo come occasione per un tocco.

Se io strologassi un preteso “mio universo” avrei già sbagliato tutto, l’universo umano o è uno solo o non è, ed è come uni-verso:
ma è pensabile, proponibile, ponibile un solo uni-verso o uni-senso, il cui verso o senso sia quello del favore per ogni individuo (non c’è felicità di massa, come in una marcia).

La mia definizione di universo ha di buono che tocca ognuno sensibilmente e quotidianamente (favore o sfavore), socialmente va da sé:
non solo lo tocca, ma è il lavoro del suo pensiero e del suo linguaggio.

mercoledì 22 novembre 2017


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