FABBISOGNO DI POVERTÀ

La povertà non dipende dall’economia né dall’egoismo:
è un fabbisogno politico al servizio della censura del pensiero, come tale favorevole e progressivo.

La coscienza – omittente e sistematizzante – ne è greve, senza mai essere gravida:
il suo latore merita il titolo dell’autobiografia di Vittorio Gassman, “Un grande avvenire dietro le spalle” (vedi ieri Dirottati).

Essa grava sul conto anche economico delle masse, il “buon popolo”:
rammento il detto ironico “Battere il mea culpa sul petto altrui”.

martedì 28 novembre 2017


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