ORTODOSSIA DEL PENSIERO

Tanti anni fa introducevo l’idea di una ortodossia del pensiero (sempre e solo individuale), invece dell’opposizione statutaria del pensiero alle ortodossie di chiese, partiti, scuole (qualcuno aggiungerebbe gli stati):
invece di questa opposizione trovavo sano e logico sostituirla con la caduta in desuetudine delle seconde nel pensiero, così che questo non viva in guerra neppure in guerra.

Anni dopo sono giunto all’individuo come san(t)a sede del pensiero, legislatore e sovrano come nel detto latino:

quod principi placuit legis habet vigorem.

Freud ci arrivava distinguendo un pensiero provvisoriamente detto “inconscio” solo per distinguerlo dalle costrizioni e omissioni del pensiero detto “coscienza”.

La cosiddetta coscienza è costretta e costringe al cosiddetto “liberalismo” dell’articolo di ieri, con il suo buonismo sadico.

Il pensiero non sta all’opposizione:
e non invecchia, tratta da invecchiato, perfino da invecchiato precoce.

mercoledì 13 settembre 2017


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