INTERVISTA SUL TEMPO PERSO

Su Italia Oggi del 14 settembre è apparsa una mia intervista, a cura di Goffredo Pistelli, sul perché si perde tanto tempo a proposito del fatto che Jorge Mario Bergoglio, papa o non papa, si è recato da uno psicoanalista, cioè ha compiuto un atto normale.

Poiché è apparsa tagliata, la ripubblico qui in due puntate.

Domanda. Contri, Chiesa e psicoanalisi, confessionale e divano. Qui c’è un gran fermento in giro.

Risposta. Cerchiamo di non affrontare l’argomento da verginelle pie, o cristianucci ucci-ucci. Cosa che tutti hanno fatto, anche da miscredenti.

D. È vero, molti miscredenti, come li definisce lei, si son pronunciati sulla questione.

R. Appunto, il mondo miscredente è piene di verginelle pie e di cristianucci-ucci-ucci. Come diceva Le Monde des réligions, alcuni anni fa, “oggi tutto il mondo è furiosamente religioso”. Entro subito in argomento presentandomi con i miei colori.

D. Che significa?

R. Quello che penso ossia che, come il Figlio siede alla destra del Padre, così Freud siede alla sua sinistra.

D. Bene, ma veniamo anche al fatto.

R. Tutto il mondo ha ricevuto queste informazioni dalla bocca stessa del Papa. Trattiamo allora l’informazione così come è, senza alcun presupposto, ricordando anche la definizione freudiana di psicoanalisi, “una scienza senza presupposti”.

D. Facciamolo pure. Ma il Papa?

R. Il fatto è questo: un uomo, prete, vescovo, poi papa, un po’ più che 40enne, ha avuto l’idea di rivolgersi a uno psicoanalista e lo ha fatto.

D. Giusto.

R. E lo ha fatto senza presupposti, teologici, morali, psicologici. Ha semplicemente avuto, nella sua sovranità individuale, queste idea e l’ha messa in pratica. Volesse il cielo che facessero tutti così! Potrei dire che quest’uomo si è comportato da vero laico, cosa che ai preti non capita.

D. Cosa c’è di innovativo in questo gesto del futuro pontefice?

R. Vediamo che finalmente uno, anche cristiano cattolico, non si è neppure sognato di obiettare alcunché alla psicoanalisi, ha avuto l’idea e l’ha messa in pratica. Si è permesso e lo ha fatto anteriormente a ogni presupposto. Non gli è venuto in mente di chiedere il permesso a qualcuno, o di consultarsi con la Congregazione per la dottrina delle fede.

D. Da laico, diceva prima.

R. Io dico che questo è un vero comportamento laico, ma se ci si pensa bene è un vero comportamento cristiano: il cristianesimo vuole l’uomo libero nei suoi movimenti. Non per opposizione alle idee cattoliche dominanti, non per disobbedienza alle autorità, ma semplicemente perché ha avuto questa idea. Questa è la libertà: muoversi per una propria idea, non per opposizione a un’altra.

D. Dunque Bergoglio fu libero. E poi?

R. Non banale è che si sia rivolto a uno psicoanalista e non a uno psicologo. Osserviamo ancora, a una donna (ebrea, come Freud).

D. E questo non è un dettaglio da poco.

R. Se il paziente vuole questo, non si vede cosa ci sia da ridire. Semmai, quando un paziente vuole l’analista donna, oppure uomo, questa sua preferenza iniziale un giorno diventerà argomento dell’analisi stessa. Infatti l’analisi…

D. Infatti l’analisi?

R. È un caso di processo di revisione dei propri precedenti. Potremmo anche dire un processo di appello, successivo a un primo processo finito male. Quindi si scoprirà perché mai questa particolare volontà del paziente.

D. Sì, però quel che ha destato scalpore è che uno uomo di Chiesa si si sia rivolto a uno “strizzacervelli” come dicono gli stupidi. Saltando a piè pari, una sacco di condanne. Specialmente quelle legate al supposto pansessualismo di Freud, che renderebbe incompatibili fede cristiana e psicanalisi.

R. Condanne non ne conosco. Quanto a “pansessualismo”, solo un balordo parla così. Però è vero che i contrasti esistono.

D. Si spieghi.

R. Nel film di Nanni Moretti, Habemus Papam, un cardinale obietta intelligentemente che l’inconscio è incompatibile con l’anima. È vero. Ma in questo caso il cristianesimo viene colto con le mani nel sacco del platonismo cristiano.

D. Ossia?

R. Da tempo definisco l’anima una patacca platonica, cui la storia del cristianesimo si è genuflessa acriticamente.

D. Il cristianesimo ha l’aria di averne fatto un dogma.

R. C’è dogma e dogma. Posto e guarito il pensiero, non c’è più l’ingombro nevrotico dell’anima. Potrei proseguire con l’antica metafisica e ontologia.

D. Mi ricorda la filosofia dell’essere.

R. All’ontologia, il pensiero di Gesù si è opposto formalmente quando ha detto che “l’albero si giudica dai frutti”, cioè l’ente (l’albero) non si giudica dall’ente stesso ma da ciò che produce. Osservo che è un’imputazione.

D. Ma la psicoanalisi che cosa porta, se lo porta, alla fede?

R. Porta la questione luminosa su che cosa significhi “fede”, il che nessuno sa. Lacan sfotteva logicamente quando diceva: “Non si sa che cosa creda uno che crede, e che cosa non creda uno che non crede”. La questione riguarda tutti, cristiani musulmani atei eccetera.

D. Ma il cristianesimo è pieno di riferimenti alla metafisica greca.

R. Faceva meglio ad ascoltare Gesù così privo di metafisica greca, in un’epoca in cui anche l’ebraismo era ellenizzato (la Bibbia dei “settanta”). C’è solo un punto in cui Gesù fa suo il pensiero greco, ed è nel principio di non contraddizione (Aristotele). Infatti Gesù dà la direttiva “che le vostre parole siano o sì o no”. Dante, nel suo umorismo, è obbligato a mettere il principio di non contraddizione in bocca al diavolo!

(segue)

venerdì 15 settembre 2017


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