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VANVERA

Poiché sono di animo gentile, mi piace pensare che nell’espressione “a vanvera” ci si rivolga a una Vanvera, eufonico nome femminile:
eufonico magari sì, ma poiché non se ne sa nient’altro e non ci si combina niente, tutto finirà “a vanvera” (capita frequentemente in drammi e farse d’amore e politica).

Più spesso si va “alla carlona”:
ma che si tratti di una gentil Vanvera o una goffa Carlona, si tratta sempre di cose tirate lì alla bell’e meglio come diceva il Presidente Schreber (flüchtig hingemacht):
nella sua espressione Schreber era severo, dato che parlava di “uomini tirati lì alla bell’e meglio” (flüchtig hingemachte Männer), a vanvera o alla carlona.

Il vecchio parlare  a vanvera o alla carlona è oggi sostituito dalla “narrazione”, parola sempre più in uso in politica:
la sua tendenza è quella di sostituire ogni fatto (resta narrazione-emozione).

martedì 7 febbraio 2017

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