PENSIERO OLFATTIVO

Ho appena parlato (lunedì 6 febbraio) di “olfatto uditivo” per le percezioni uditive repellenti, percezioni del parlare male in più di un senso:
casi in cui in TV io cambio subito canale, mentre nel più dei casi non posso cambiare umanità.

Non posso avere dubbi sull’esistenza di un tale olfatto (o gusto), pur sapendo che nel pensiero non esistono corrispondenti recettori sensoriali come quelli dell’olfatto e del gusto nella mucosa nasale e orale:
ma non ho dubbi sul fatto che è il pensiero come tale, nella sua vita ordinaria, a vivere da recettore sensoriale, anzi da organo sensoriale come la pelle:
ho già paragonato il pensiero alla pelle, anche nel trattarlo come superficie senza profondità né interiorità.

Nella Storia del pensiero manca questa idea:
per la verità manca l’idea di pensiero.

Da molti anni lavoro alla sua introduzione, meglio ancora al suo successo, con scarso successo:
ne aveva avuto molto poco già Freud.

mercoledì 8 febbraio 2017


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