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SACCO O UNIVERSO, POVERTÀ E IGNORANZA, POLITICA

La patologia a partire dalla rimozione
– non c’è patologia senza rimozione (il “non ci voglio pensare” di Rossella o’ Hara), e la rimozione inaugura la patologia –
fa da chiusura del sacco ossia lo genera, o da tappo della bottiglia, ossia la genera:
c’è alt al pensiero come elaborazione illimitata, come superficie infinita perché generata, cioè alt all’esperienza come superficie infinita o universo, poi il sacco diventa sottosacchi, cellule, sfere (lavoro, sesso, famiglia, amore, studio, politica, denaro, divertimento, fantasia, …).

L’ignoranza è il sacco stesso, il sapere che si appende alla corda che lo impicca, che dà l’unica ragione della frase socratica “So di non sapere”:
l’alt al pensiero non è modestia, è superbia, invidia per l’apertura del campo, ricchezza:
anche la povertà è generata.

La politica dovrebbe favorire la produzione di ricchezza, e correggere la produzione di povertà insita nel modo stesso di produzione della ricchezza:
il che è del tutto diverso dal presunto stare dalla parte dei poveri e dei deboli, cosa da aristocratici decaduti e indispettiti (Marx, Manifesto):
ecco la critica marxiana della “sinistra”.

lunedì 24 ottobre 2016

 

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