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NON S-VOTO MAI

In fondo votare è un caso di regime dell’appuntamento (si dice anche “appuntamento elettorale”), in cui chiamo qualcuno che aspetta lì sul muretto che io lo tolga dal non avere arte né parte (vedi mercoledì 5 ottobre).

Spesso il votato (senza vincolo di mandato) è un isterico, non viene, s-viene (non mi sfugge la nevrosi politica, con altre patologie flagranti):
allora il non-voto è una sanzione pubblica, un atto politico.

La scheda elettorale dovrebbe prevedere una scritta come questa:
“Voto bianco perché non trovo chi votare”:

sarebbe una novità democratica per gli elettori.

Personalmente ho sempre votato – non s-voto – in obbedienza alla Costituzione, che ha come primo effetto quello di fare di noi dei soci, benché dei soci poveri in maggioranza ossia soci di minoranza.

É però vero che per essere socio davvero ho dovuto darmi anche un’altra Costituzione – che chiamo “Regime dell’appuntamento” –, per non rassegnarmi a dovere sempre aspettare il sol dell’avvenire (religioso anche nei miscredenti o “diversamente credenti”), né lamentare il tramonto della vita (stupida Sfinge!):
nel mio caso faccio sempre politica ed economia, voto sempre anche fuori da quella patetica “sovranità popolare”.

Riprenderò lunedì 10 0ttobre.

venerdì 7 ottobre 2016

 

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