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IL DIVANO COME APPUNTAMENTO

Sabato domenica 24-25 settembre 2016
in anno 160 post Freud amicum natum

 

Mi è stata obiettata la scelta dell’immagine dei Conti Ragnar e Lagertha (vedi Anche i Vikinghi davano appuntamento, sabato-domenica 17-18 settembre) come un’icona dell’appuntamento, per la sua implicazione della guerra:
ho risposto (vedi ultimi articoli) che la Civiltà non ha mai potuto separare amore e guerra, ambedue implicati da essa (vedi l’antico romanzo Iliade):
nell’innamoramento si confondono, non per incidente di percorso.

Ho poi fatto un passo oltre, verso la conclusione che se non ho trovato migliori immagini dell’appuntamento (neppure nell’arte “sacra”), è semplicemente perché non esistono:
con l’eccezione di una, il divano [1] di Freud, non quello di Paolina Bonaparte, pur potendo trattarsi materialmente del medesimo divano:
immagine del rapporto produttivo, o appuntamento, tra i posti di Soggetto e Altro asimmetrici non disuguali:

l’égalité ignora questa asimmetria, giuridica e amorosa (idem per liberté e fraternité).

Freud è Freud in virtù del divano:
noi abbiamo es-portato da questo l’appuntamento.

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[1] Ne ho scritto in: Il divano logico, leggi.

 

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